Mostra “Maddalena. Il mistero e l’immagine”             

Musei San Domenico, Forlì

 

La mostra, “Maddalena. Il mistero e l’immagine”, a Forlì, è una grande esposizione, dedicata alla figura di Maria Maddalena. Il progetto, sotto la direzione di Gianfranco Brunelli, è curato da un comitato scientifico d’eccezione, composto da Cristina Acidini, Paola Refice e Fernando Mazzocca, con a capo Antonio Paolucci. Continua il percorso delle grandi mostre realizzate da questa importante Istituzione museale. Dopo il mito di Ulisse e la visione di Dante ecco il mistero di Maria Maddalena. Una figura, quest’ultima, che affascinò gli artisti di tutti i tempi, dal Medioevo fino ai nostri giorni. 

mostra maddalena a forlì
Guido Mazzoni, Compianto sul Cristo morto, 1483-85

Opere e artisti  

Le opere esposte sono tantissime, più di 200, tra cui: pitture, sculture, ceramiche, avori, arazzi, codici miniati, grafiche ed argenti. Voglio citarvi solo alcuni degli artisti presenti per darvi l’idea dell’imponenza dell’esposizione e dell’importanza delle opere che troverete nelle sale: Masaccio, Signorelli, Giovanni Bellini, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Annibale Carracci, Guercino, Artemisia Gentileschi, Mengs, Canova, Hayez, Delacroix, Böcklin, Gaetano Previati, Fausto Melotti, Giorgio De Chirico, Chagall, Renato Guttuso, Bill Viola e molti altri ancora.

mostra maddalena il mistero e l'immagine a forlì

Percorso mostra         

Il percorso espositivo si articola in 12 sezioni: dall’arte antica alle iconografie del Medioevo, da Giotto al Tardogotico, dal Rinascimento al Barocco e al Neoclassico, fino all’Ottocento e alle inquietudini del Simbolismo. Al Novecento è dedicata una sezione molto bella, ricca di capolavori che riconsegnano a Maria Maddalena la sua natura di donna, profondamente legata alle sorti dell’esistenza umana. L’allestimento della mostra è di grande effetto e riesce a valorizzare tutte le opere esposte attraverso giochi spettacolari di luci e di ombre. Grazie a questi accorgimenti, in alcune sale, come ad esempio quella dedicata a Mengs, Hayez e Canova, si crea un ambiente molto suggestivo e si viene rapiti in una dimensione quasi sospesa di spiritualità.  

mostra maddalena a forlì

Un racconto per immagini

L’esposizione è articolata ed impegnativa ma, vi assicuro, che ne rimarrete affascinati. Si rimane sbalorditi dall’enorme quantità di opere esposte, raggruppate tutte per illustrare un’unica figura, attraverso le sue molteplici interpretazioni. Visto la ricchezza della mostra vi racconterò la mia visita attraverso la descrizione e la citazione di alcune opere o gruppi di opere, quelle che più mi hanno colpito, ognuna per le sue peculiarità. 

Nei paragrafi “il mistero e l’immagine”, seguendo il titolo della mostra, cercherò di presentare Maria Maddalena e di farne vedere i molti volti che i più grandi artisti le hanno assegnato, nel corso dei secoli. Tra le tante sezioni bellissime, ho scelto quella dedicata a Maria Maddalena eremita e penitente perchè mi è sembrata una delle figure più particolari tra le molte rappresentazioni. Nelle ultime sale, dedicate al Novecento, mi ha colpito molto il tema della crocifissione che da iconografia religiosa diventa simbolo dell’umana sofferenza. Ho scelto due crocifissioni per aprire e chiudere il mio racconto: la prima è quella di Masaccio, l’ultima quella di Guttuso. Si tratta di due opere straordinarie che in qualche maniera definiscono i contorni di una figura, Maria Maddalena, complessa e composita, al cui interno si svilupparono svariate rappresentazioni femminili.  

Masaccio Crocifissione
Masaccio, Crocifissione, 1426

La Maddalena di Masaccio

L’opera emblema della mostra è la “Crocifissione” di Masaccio, del 1426. Un’opera famosissima e spettacolare, proveniente dal Museo Nazionale di Capodimonte di Napoli. La tavola lignea, con sfondo ricoperto a foglia d’oro e dipinta a tempera, faceva parte di un polittico, smembrato successivamente. Nel pannello, la figura di Maria Maddalena è al centro della scena, posta di spalle, davanti alla croce. Ha il capo inclinato e i lunghi capelli, come fili dorati, le ricadono sul mantello, di un arancio acceso, che l’avvolge completamente. Nel dipinto Maddalena è l’unica figura colta in procinto di alzare le braccia verso Gesù, quasi a volerlo raggiungere, in segno del suo amore e della sua devozione, a differenza delle altre impietrite dal dolore.

mostra maddalena aforlì

“Il mistero e l’immagine”

Il mistero della Maddalena

Maddalena è Maria di Màgdala, una piccola cittadina della Galilea. I racconti evangelici la descrivono come profondamente legata alla narrazione della vita e della morte di Gesù. Fu anche una delle sue prime seguaci e lo accompagnò fino alla croce. Si trovò per prima davanti al miracolo della resurrezione e le sue parole segnarono il destino delle prime comunità cristiane. Una figura di donna importante che nel corso dei secoli assunse forme e significati molteplici. La sua storia e la sua figura però, rimasero a lungo avvolte nel mistero.

Tiziano, Santa Maria Maddalena penitente, 1566-67
Tiziano, Santa Maria Maddalena penitente, 1566-67
Carlo Saraceni, Santa Maria Maddalena leggente, 1614
Carlo Saraceni, Santa Maria Maddalena leggente, 1614
Artemisia Gentileschi, Maria Maddalena, 1630-31
Artemisia Gentileschi, Maria Maddalena, 1630-31

L’immagine della Maddalena

Qual è la vera immagine di Maria Maddalena? Ha il volto della bellissima Maddalena penitente di Tiziano o quello in estasi ritratto da Artemisia Gentileschi, oppure quello assorto e pensoso nel dipinto di Carlo Saraceni? Ha forse il volto pieno di lacrime, come nella scultura di Canova o quello sensuale nella tela di Hayez, oppure quello velato e misterioso nell’opera di Böcklin? Seguendo le sue molteplici rappresentazioni, di sala in sala, Maria Maddalena ci appare con molti volti e in svariate sfumature di significato. 

Antonio Canova, Maddalena penitente, 1793-96
Antonio Canova, Maddalena penitente, 1793-96
Hayez, Santa Maria penitente nel deserto
Francesco Hayez, Santa Maria penitente nel deserto, 1825
Böcklin, Maddalena che torna dal sepolcro 
Arnold Böcklin, Maddalena che torna dal sepolcro

Ogni artista cercò di osservare questa figura da molteplici prospettive e tentò di assegnarle una forma ed un significato adeguati al proprio tempo. Così la ritroviamo in molte tele raffigurata come peccatrice e penitente ma anche come devota seguace. La vediamo rappresentata disperata sotto la croce o sorpresa e incredula davanti a Cristo risorto. Ci appare in molti dipinti donna beata ed eterea ma anche pervasa d’amore, donna bellissima, sensuale e ricca di fascino.  

Giovanni Bellini, Pietà, 1473-76
Giovanni Bellini, Pietà, 1473-76
Paolo Veronese, Noli me tangere, 1575-88
Paolo Veronese, Noli me tangere, 1575-88
Eugène Delacroix, Cristo sulla Croce, 1835
Eugène Delacroix, Cristo sulla Croce, 1835

Maddalena penitente – eremita 

Un’immagine che mi è rimasta molto impressa è stata quella della Maddalena eremita e penitente, nella prospettiva umanistica, a cui è dedicata una ricca sezione. Spesso sovrapposta e confusa con Santa Maria Egiziaca, condivise con lei lo stesso cammino ascetico di purificazione e sacrificio. Le opere esposte si rifanno al modello della scultura lignea di Donatello, al momento in mostra a Firenze, e anche se non raggiungono l’unicità dell’originale, riescono ad esprimerne l’espressività in maniera molto singolare. 

mostra maddalena a forlì

Questa particolare figura, dall’aspetto selvaggio e provato, viene presentata con i capelli lunghissimi, che ricoprono interamente il corpo scarno. Il viso è adorante, gli occhi sono grandi e sofferenti, le mani sono giunte, tutti atteggiamenti che se da un lato esprimono incondizionata dedizione, dall’altro sottolineano e valorizzano l’aspetto umano della figura femminile, la sua capacità di provare grande amore e al contempo grande pentimento, sentimenti questi ultimi che permetteranno la completa redenzione, diventando simbolo della “perfezione ascetica”. 

Antonio del Pollaiolo, Elevazione e comunione mistica della Maddalena, 1465-60
Antonio del Pollaiolo, Elevazione e comunione mistica della Maddalena, 1465-60

Bill Viola – Acceptance e la Maddalena di Donatello

 In questa sezione si trova anche un’opera d’eccezione: ”Acceptance” di Bill Viola.

Si tratta di una video-installazione che è parte della serie “Transfigurations”. Nel pannello di presentazione dell’opera troviamo citate le parole dell’artista che la descrive come una riflessione personale “sullo scorrere del tempo e sul processo di trasformazione dell’interiorità umana”, utilizzando un elemento essenziale: l’acqua. Nel 2017, l’opera è stata al centro di un ideale confronto proprio con la Maddalena di Donatello, esposta nella Cappella delle Reliquie del Museo dell’Opera di Firenze. Il video, presente in mostra, ha un effetto quasi ipnotico. Le gocce d’acqua scorrono continuamente sul corpo nudo della donna, fino a travolgerla completamente. Come in un rituale di sacrificio ne purificano l’anima. Lo stesso percorso di redenzione della Maddalena, dal pentimento alla trasformazione spirituale.

Bill Viola, Acceptance, 2008
Bill Viola, Acceptance, 2008

Ultime sale: il Novecento 

Sala dopo sala, le rappresentazioni di Maria Maddalena, si susseguono mostrando le molteplici sfacettature di questa figura misteriosa. Nelle ultime sale, dedicate al Novecento, “il secolo crocifisso”, preparatevi al gran finale, dove la storia spirituale e religiosa s’intersecano con il racconto dell’esistenza umana e sociale. Qui predominano le rappresentazioni del dolore e della tragedia e la crocifissione ne è l’emblema. L’ultima sala dell’esposizione racchiude due capolavori: “La deposizione dalla Croce” di Marc Chagall e “La Crocifissione” di Renato Guttuso. 

Marc Chagall, La deposizione dalla Croce. 1968-1976
Marc Chagall, La deposizione dalla Croce. 1968-1976

La visione di Chagall

Nell’opera di Chagall, Maddalena è rannicchiata, avvolta nel mantello rosso, che guarda sbigottita il Cristo deposto. Una visione, questa, in cui Maria Maddalena è una figura di donna amorevole che tiene in grembo un bambino. Dietro di lei vediamo un gruppo di persone, appena tratteggiate, che assistono alla scena e che insieme a lei comunicano un forte sentimento di compassione, dal quale si viene rapiti.  

Guttuso, ”Crocifissione”, 1941
Guttuso, ”Crocifissione”, 1941

La Crocifissione di Guttuso

Quest’opera, proveniente dalla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma, è una tela di grandi dimensioni. Quando fu presentata dall’artista, in occasione della quarta edizione del Premio Bergamo del 1942, suscitò un grande scandalo e fu giudicata volgare e sacrilega. Nella tela di Guttuso, Maria Maddalena è completamente nuda, ritta in piedi, aggrappata alla croce, in un ultimo disperato abbraccio d’amore. Il suo è un gesto di profonda costernazione, un grido di dolore. Tutta la scena della crocifissione, che Guttuso rappresenta in maniera molto singolare, è toccante ed impressionante. L’episodio evangelico viene completamente stravolto, le croci sono disposte in maniera diversa dall’iconografia consueta, il volto di Cristo non si vede, e Maddalena ne diventa la protagonista. La sua figura si erge a simbolo dell’angoscia di tutta l’umanità, davanti ad una tragedia che è destinata a ripetersi, ancora e ancora, la tragedia dell’umana violenza e crudeltà. 

Con quest’opera si conclude il mio racconto, che dall’immagine eterea e devota nella Crocifissione di Masaccio conduce a quella brutale e disperata nel dipinto di Guttuso. Maria Maddalena, dopo la visita a questa mostra, appare un’immagine molto potente nella sua ricchezza di significati ma inafferrabile e misteriosa. 

Digital Experience

Molto interessante è l’iniziativa inserita nel percorso espositivo che permette di aggiungere un’esperienza interattiva alla visita della mostra. Grazie ad una App da scaricare, MaddalenaAR, inquadrando alcune opere si possono far “vivere” i dipinti attraverso la realtà aumentata. Un’esperienza molto particolare e suggestiva che, attraverso la tecnologia digitale, regala una prospettiva completamente nuova ed inedita delle opere esposte. Vi troverete così all’interno del dipinto che, come per magia, si animerà e comunicherà con voi.

Informazioni

La Mostra è aperta fino al 10 luglio 2022, dal lunedì al venerdì, dalle 9.00 alle 19.00, sabato, domenica e giorni festivi, dalle 9.30 alle 20.00.

Per tutte le informazioni dettagliate sulla mostra, le opere, gli eventi collegati potete visitare la pagina ufficiale a questo link: Mostra Maddalena Forlì

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