La Mostra di Ulisse a Forlì – L’Arte e il Mito

L’arte e il mito di Ulisse hanno avuto nel corso del tempo un legame strettissimo. L’arte ha rappresentato, fin dall’antichità, il mitico eroe seguendone il viaggio e caratterizzando le sue molteplici doti attraverso le opere di pittori, scultori e illustratori. La Mostra di Ulisse a Forlì, nel complesso monumentale dei Musei di San Domenico, ha voluto dare testimonianza di questo lungo e ricco percorso ed è stata veramente spettacolare. Un vero viaggio attraverso larte della rappresentazione di Ulisse, dallantichità al Novecento. Con un comitato scientifico d’eccezione, presieduto dal professor Antonio Paolucci e voluta dal direttore dei progetti espositivi Gianfranco Brunelli, la Mostra di Ulisse è stata realizzata grazie a numerosi sponsor pubblici e privati e alle collaborazioni con Istituzioni e Musei tra i più importanti al mondo. Sono stata felicissima di poterla visitare e devo dire che è stata una delle più belle mostre che ho potuto vedere negli ultimi anni. 

Una Mostra da Oscar

La Mostra di Ulisse a Forlì è stata dedicata tutta all’eroe omerico. L’esposizione è ricchissima di opere e testimonianze delle varie epoche come sculture, vasi, reperti archeologici, dipinti, testi letterari, codici miniati, vetrate e affreschi.  Moltissime le opere presenti e tanti i capolavori provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo. La Mostra di Ulisse è stata un vero e proprio evento ed ha ricevuto recentemente un importante riconoscimento vincendo il “Global Fine Art Awards nella categoria Best Ancient”. Un Oscar meritatissimo per un lavoro davvero importante, curato e realizzato in maniera impeccabile.  

La Mostra: un viaggio nell’arte con Ulisse

Nella prima sala, appena entrati, ci troviamo davanti ai resti di una nave antica, la nave arcaiaca di Gela, che immediadamente ci proietta nella dimensione del viaggio. Tuttintorno ci sono gli Dei, sculture greche e romane, provenienti dai più famosi musei al mondo. Maestosi e autorevoli, le divinità sembrano essere lì per osservare e decidere le sorti del mitico viaggiatore. Il dipinto di Rubens, “Il Concilio degli Dei”, apre la mostra, sul lato opposto della sala, nellabside, troviamo l’imponente scultura del “Cavallo di Troia” di Mimmo Paladino. Questa prima sala è di per sé un tripudio alla bellezza dell’arte e del mito ma vi assicuro, siamo solo allinizio del viaggio.

Peter Paul Rubens, Concilio degli Dei, 1602. Olio su tela

Mimmo Paladino, Senza titolo (Cavallo), 2014. Alluminio

Epoca classica e medioevo

Molti sono gli episodi e i personaggi legati al viaggio di Ulisse presenti nelle sale successive, dedicate all’epoca classica. Troviamo le Sirene, il gigante Polifemo, la maga Circe, la moglie Penelope, raffigurate su ceramiche, urne, bronzi e anche in un affresco di epoca classica. Dall’epoca classica si passa al medioevo. Bellissimi i codici miniati, alcuni provenienti dalla Biblioteca Marciana di Venezia e dalla Biblioteca Apostolica Vaticana. Dante dedicò il XXVI Canto dellInferno all’incontro con Ulisse e al suo “folle volo”. Da quel momento la rappresentazione dell’eroe iniziò diventare più intima e ad impersonare anche  “l’inquietudine dell’esistenza umana”.  

La trasformazione della rappresentazione di Ulisse

Nelle sale successive si trovano opere di vari periodi: rinascimento, barocco, neoclassicismo, romanticismo. Sono tutte testimonianze di come la rappresentazione delleroe si sia trasformata nel corso del tempo, privilegiando di volta in volta i vari aspetti del personaggio, le sue virtù o le diverse prove affrontate. Di forte impatto emotivo è sicuramente il calco in gesso del gruppo del Laocoonte dei Musei Vaticani, che ci riporta alla guerra di Troia e alle sue vicende più tragiche. Tra i dipinti, molto bello è quello di Johann Heinrich Füssli, con Tiresia che predice il futuro ad Ulisse. Colpisce molto l’atmosfera suggestiva che l’artista è riuscito a dare all’insieme della composizione.

Calco del gruppo del Laocoonte, gesso

Johann Heinrich Füssli, Tiresia predice il futuro a Ulisse, 1804. Olio su tela

 “Narrami, o Musa”

Il finale della Mostra di Ulisse a Forlì è tutto dedicato allUlisse contemporaneo, tormentato ed inquieto, assorto in un viaggio interiore,  rappresentato nelle opere di artisti come De Chirico, Sironi, Arturo Martini e Carrà. In queste sale l’eroe assume sembianze e sentimenti umani, come la paura, la solitudine, l’incertezza. Nelle diverse rappresentazioni c’è tutta la consapevolezza delle difficoltà dell’Ulisse umano di fronte ai grandi percorsi della vita, un viaggio di esplorazione della conoscenza che diventa anche ricerca di senso e di significato dell’esistenza umana.  

Giorgio De Chirico, Ulisse, 1922-24. Olio su tela

Mario Sironi, La Solitudine, 1925-26. Olio su tela

Giorgio De Chirico, Le muse inquietanti, 1925. Olio su tela

Le Sirene e la maga Circe 

Tra le tante rappresentazioni dei personaggi legati al mito di Ulisse, le due figure che più colpiscono sono sicuramente l’ammaliante Sirena e la conturbante maga Circe. Qui le vediamo rappresentate anche nelle visioni simboliste del pittore John W. Waterhouse e sono di una bellezza folgorante. Creature affascinanti, dotate di poteri magici sono anche un simbolo di donne libere. Hanno scelto da sole il loro destino e sono entrambe attratte da Ulisse, il mitico eroe che ha sfidato gli dei e i limiti dell’esistenza umana. Forse però è l’uomo Ulisse ad affascinarle ancora di più, colui che nonostante le sue molte imprese soprannaturali è rimasto legato alla sua natura e compie il suo incredibile viaggio con la consapevolezza che sicuramente ritornerà a casa, nella sua terra, dalla sua donna.  

John W.Waterhouse, Circe invidiosa, 1892. Olio su tela

John W.Waterhouse, Sirena, 1900. Olio su tela

Bill Viola, il viaggio come percorso di vita

La video installazione di Bill Viola, “The Encounter”, presente nella sala dedicata al Novecento, è un’opera molto particolare. La rappresentazione del viaggio è resa in questo video-racconto come un percorso continuo, un cammino verso qualcosa. In uno spazio che sembra sospeso si percorre il luogo dell’immaginario. In questo senso il viaggio rivela forse la sua parte più creativa e viva, quella spinta che fa crescere, che fa riflettere. Una dimensione questa dove tutto è possibile, qui avviene la ricerca e si possono scoprire nuove realtà. Durante questo percorso ci sono in agguato insidie e paure ma a volte si può venire sorpresi inaspettatamente, dalla gioia e dalla bellezza dell’incanto.

Bill Viola, The Encounter, 2012. Video-installazione

Il viaggio di Ulisse come metafora dell’esistenza stessa

Ho voluto ricordare e raccontare questa mostra perchè Ulisse rappresenta larchetipo di tutti i viaggiatori e di tutti coloro che sfidano il limite umano alla scoperta della conoscenza. Durante il suo viaggio Ulisse affronta con coraggio tutti gli ostacoli ed i pericoli usando qualsiasi mezzo a sua disposizione. È dotato di astuzia ed intelligenza ma anche di prudenza e spirito di adattamento, niente lo intimorisce, mette sempre alla prova le sue capacità senza indugi. La mostra mi ha lasciata veramente incantata. Il viaggio di Ulisse va oltre i limiti dell’umano, verso l’ignoto ed è una metafora dell’esistenza stessa. In ogni rappresentazione di questo mito c’è la grande forza dell’eroe ma anche l’inesauribile resistenza dell’uomo Ulisse. 

Sulla nave di Ulisse

Anche noi siamo sempre sulla nave di Ulisse, in balia delle onde e degli Dei, ammaliati dalle sirene, catturati dalle maghe. Dobbiamo affrontare ogni giorno i ciclopi, ogni sorta di mostruose creature e di imprevedibili difficoltà ma pure noi siamo multiformi, abbiamo capacità incredibili ma soprattutto un forte spirito di adattamento. Questo è ciò che rappresenta per noi il mitico eroe e mai come in questo periodo ci siamo sentiti come Ulisse in balia degli eventi ma con pazienza e tenacia siamo stati anche in grado di superarli. Per chi non fosse riuscito a visitare la mostra e per tutte le informazioni e approfondimenti, consiglio di visitare la pagina ufficiale a questo link: http://www.mostraulisse.it

 

 

 

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